La Dura Verità – E no, non centra nulla con il film!

Questo 2020 si è appena aperto e sono giunta ad una profonda consapevolezza, forse scontata, forse ridondante ma la realtà è che solo ora la capisco appieno, ne prendo reale consapevolezza.

E’ difficile vivere.
E’ difficile andare avanti ogni giorno col sorriso.

Quei pochi che mi seguono, visto il mio giovane Blog, probabilmente storceranno il naso leggendo queste righe prendendo come raffronto i miei post precedenti.
Erano allegri, seppur a volte riflessivi, sempre positivi.

Non è che vi abbia ingannati, semplicemente quella era la superficie.
La me superficiale che molto spesso dimentico di aver deciso di mettere come primo volto da mostrare.

Fin da piccola sono stata considerata quella buffa, allegra e con un’intelligenza buona ma nulla di paragonabile a quella della mia famiglia. Per questo fin dal periodo delle medie mi sono detta “Mostrerò loro la me superficiale, sciocca e frivola, così mai nessuno mi temerà e sarà in quel momento che potrò fregare tutti”

Concetto pesante direte per una bambina di dodici anni!
Be’ questo indica semplicemente che ero sempre stata una bambina intelligente e al tempo stesso con una forte sensibilità ma nessuno l’ha mai visto veramente. E potrebbe sembrare un discorso megalomane,da strafottente ma io so di esserlo, il problema è che non lo sono abbastanza in una famiglia in cui il quoziente intellettivo è talmente alto da farli rientrare nel MENSA Club.

Mi sono fatta forza nel tempo di questa consapevolezza tanto che ad un certo punto me ne sono del tutto dimenticata e infine l’essere inferiore agli altri non era più solo una maschera ma è divenuta parte integrante di me.
La bassa autostima, l’incapacità di credere di riuscire a superare delle sfide derivano tutte da questo.
E alla fine mi sono ammalata.

Pochi giorni dopo il primo dell’anno, dopo anni di dolori di stomaco e reflusso gastroesofageo ho deciso di farmi visitare davvero.
Risultato: sono diventata così psicologicamente fragile da rendermi schiava di problemi gastrici.
Ora la mia famiglia mi guarda come se non mi avesse mai vista.
Perché sono stata sempre forte ai loro occhi, sempre indipendente, libera.

Era tutto nascosto, tutto celato agli occhi di qualsiasi persona, familiare, amico.
Ma io ne ero soddisfatta, mi sentivo quasi invincibile paradossalmente.
Nell’ultimo periodo però avrei tanto voluto che qualcuno mi fosse stato vicino, che mi avesse capito davvero. Ma come potevo farne una colpa agli altri se ero stata io la prima a nascondermi dal mondo intero

Ecco forse perché ho aperto questo blog.
Era una forma di cura per me.
E sono stata falsa, consciamente o meno, dicendo nel mio primissimo post che ero qui per non far sentire soli gli altri, quando la realtà è che ero io a non volermi sentire sola.

In questo 2020 voglio fare la promessa di non mentire più. Di non mostrare più quella facciata finta di perfezione ma di essere me, fragile, spezzata, insicura.

E allora si, la vita è estremamente difficile, estremamente complessa.
Non si può dire di conoscere una persona nonostante la si conosca da tutta una vita, per questo non si può nenache di per certo dire di conoscere se stessi fino in fondo.
Forse non ci comprenderemo mai.
Forse questo rimarrà il post più serio mai scritto di mio pugno e forse già da domani riprenderò a scrivere di cavolate per nascondere sotto la superficie tutte le mie debolezze.
O forse di tanto in tanto, scriverò ancora di cosa provo realmente.
Non so se ne sarò capace, la me che finge è troppo radicata in profondità, tanto da non riuscire più ad esprimere ad alta voce i pensieri più profondi, lasciando uscire fuori dalle labbra solo frasi allegre.

So però che ogni giorno proverò a sorridere, a sorridere veramente e di cuore quando potrò e piangere quando non ce la farò più, senza trattenermi, senza cercare di dimostrare per forza di essere forte, una vincente.
Come quel giorno del 31 Dicembre, tra le colline dell’Umbria mentre con i miei amici aspettavamo lo scomparire del sole dell’ultimo dell’anno.

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